IL FASCINO DELLE AUTO

 

 

 

Occhio alle polizze auto abbinate ai finanziamenti

Legge concorrenza ed IVASS: non è obbligatorio stipularle con il concessionario e vanno lette attentamente

 

 

Insieme al finanziamento, il concessionario propone una polizza assicurativa?

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) mette in guardia gli automobilisti, segnalando che si tratta di polizze costosissime, a causa delle alte commissioni riconosciute ai distributori (fino al 77%) e consiglia, qualora si pensi di sottoscriverle, di informarsi bene sulle garanzie (in quali casi si è effettivamente coperti), sui massimali (il massimo rimborsabile) e, soprattutto, sugli scoperti (alcune di queste prevedono franchigie -la quota non rimborsabile – di oltre 2000 €). Altrimenti, in caso di incidente, si rischiano spiacevolissime sorprese.

Se dopo aver sottoscritto la polizza, poi, ci si rende conto di aver compiuto una scelta inopportuna -informa l’IVASS-, si ha il diritto di recedere, generalmente entro i successivi 60 giorni.

Per fortuna, la legge concorrenza approvata ad Agosto u.s. sottolinea il fatto che il consumatore ha il diritto di reperire la polizza dal proprio assicuratore di fiducia ed impone al mediatore di accettare la polizza reperita sul mercato, senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del finanziamento.

 

Informarsi e riflettere è sempre la strategia vincente…


 

Chi ha qualcosa da dire, parli adesso o mai più

 

Testimoni: se non indicati in denuncia, non sono ammessi in giudizio

 

Incidente d’auto? Indicare il nome di eventuali testimoni sul modulo CAI (CID) o comunicarlo alla compagnia di assicurazioni al momento della denuncia è indispensabile. Altrimenti, in caso di necessità (non sono rari i casi di errori burocratici o di furbetti che, dopo aver ammesso il torto, cambiano versione dei fatti), si rischia che eventuali testimonianze giunte tardive vengano respinte.

 

Lo stabilisce la Legge annuale per il mercato e la concorrenza, pubblicata ad agosto sulla Gazzetta Ufficiale:

 

In caso di sinistri con soli danni alle cose (cioè senza feriti), l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla denuncia o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa di assicurazione o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa di assicurazione (…) con raccomandata (…) e la parte che riceve tale richiesta effettua la comunicazione dei testimoni, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della richiesta (…). Fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta.

 

Occhio!


Danneggiati da un veicolo non assicurato.

Per ottenere il risarcimento, occorre rivolgersi al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

 

 

 

 

 

Nonostante viaggiare senza copertura assicurativa sia reato, si calcola che, in Italia, circolino circa quattro milioni di veicoli privi di assicurazione.

 

Subire un danneggiamento da parte di uno dei tanti sprovveduti, dunque, non è un evento né impossibile né raro.

 

Come si devono comportare, quindi, le malcapitate “vittime” dei non assicurati, posto che questi ultimi, difficilmente, sborseranno di tasca propria per il danno cagionato?

 

Possono chiedere il risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada ma… attenzione! Nella richiesta, è indispensabile indicare il numero di targa del veicolo danneggiante.

 

In caso contrario, i danni alle cose saranno riconosciuti solo qualora quelli alle persone abbiano comportato un’ invalidità superiore al 9%.

 

Meglio essere sempre muniti di cellulare con fotocamera, dunque, o, per lo meno, di carta e penna.


La differenza tra Kasko e Mini kasko?

La seconda, più propriamente detta “Collisione”, copre solo i danni che ci si è procurati contro un altro veicolo identificato.

 

 

 

 

 

Quando si stipula una polizza auto, oltre alla responsabilità civile obbligatoria (che esonera il danneggiante dal pagare di tasca propria i danni prodotti a terzi), si possono inserire alcune garanzie non obbligatorie, utili a tutelare il proprio portafogli in caso di sinistro con torto.

 

Kasko e Mini Kasko (più propriamente denominata Collisione) sono le garanzie che, in tal caso, consentono di ottenere dalla Compagnia un risarcimento anche per i danni cagionati al proprio mezzo.

 

Che differenza c’è fra le due?

 

Fondamentalmente, la Mini kasko/Collisione copre solo i danni che ci si è procurati contro un altro veicolo identificato. Insomma, per ottenere un risarcimento, bisogna indicare alla propria Compagnia di Assicurazioni la targa del veicolo contro il quale è avvenuto l’urto. Tutti i danni che, anche in conseguenza del medesimo incidente, ci si è prodotti rimbalzando contro marciapiedi, guard-rail o contro qualunque altra cosa diversa da un veicolo del quale si conosca il numero di targa, non sono risarcibili.

 

Con la  garanzia Kasko, invece, si è tutelati sia che ci si sia scontrati contro un altro veicolo, sia che “non si siano ben prese le misure del cancello di casa”, sia che , ritornando a prendere il proprio veicolo dopo una sosta, ce lo si sia ritrovato danneggiato senza sapere chi “ringraziare”. A patto però, che si tratti di fatti accidentali: qualora il danneggiamento da parte di ignoti sia evidentemente frutto di un atto vandalico (per esempio, rigature varie prodotte intenzionalmente con un oggetto contundente) o di un tentativo di furto (serrature forzate, vetri spaccati, etc.) la Kasko non copre.

 

Quale scegliere, dunque, tra le due?

 

Sarebbe opportuno decidere in base all’utilizzo del mezzo (quanto, dove e chi lo guida abitualmente, insomma), poiché la Mini-kasko/Collisione è senza dubbio più economica ma, per chi viaggia molto e per chi ha un guidatore distratto o inesperto in famiglia, potrebbe rivelarsi più conveniente optare per la Kasko totale.


Attenti ai “più furbi”!

Fotocamera, CAI e penna: ecco i consigli per tutelarsi in caso di incidente.

 

 

Un incidente con colpa può costare caro. Ecco perché è in continuo aumento il numero dei furbetti che, pur ammettendo immediatamente il torto, poi denunciano di avere ragione. E se trovano qualcuno disposto a confermare la loro versione, finiscono pure per averla vinta.

Come tutelarsi, dunque?

  1. Anzitutto è bene tenere in auto un modulo CAI, una penna ed avere sempre appresso un cellulare dotato di fotocamera.
  2. Prima di spostare i mezzi, infatti, è bene scattare delle foto alla scena dell’incidente, alle targhe ed ai danni.
  3. E se la situazione appare fin da subito controversa, meglio chiamare i Carabinieri (112).
  4. Il modulo CAI va compilato integralmente, verificando con attenzione i dati della controparte, soprattutto la targa, il nome della Compagnia assicuratrice e la validità della polizza (cioè che non sia scaduta). Ad ogni veicolo va assegnata una colonna. Se ci sono più di due veicoli coinvolti, si possono compilare più moduli e bisogna trattenersi una copia di ciascuno di essi. Per ogni veicolo bisogna barrare la casella utile a descrivere che cosa stava facendo quando è accaduto l’incidente. Tutti i conducenti, per finire, devono firmare il modulo.

Nulla di complicato ma… occhi bene aperti!


Fotografare automobili.

Tutto ha un’anima, anche le auto. Ed il buon fotografo sa coglierla e ritrarla in uno scatto. Ma come? Ecco cinque consigli per ottenere scatti interessanti.

 

 

 

“Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio (…) con lo stesso agio che in cima ad una montagna o nei petali di un fiore” scriveva Robert M. Pirsig…

Tutto ha un’anima, insomma, anche le auto. Ed il buon fotografo sa coglierla e ritrarla in uno scatto.

Ma come?

  1. Anzitutto, è opportuno lustrare per benino il “bolide”: i colori risulteranno più brillanti.
  2. E per evitare che, in tanta lucentezza, si rifletta l’immagine del fotografo o quella di qualche attrezzo, conviene utilizzare un filtro polarizzante e scegliere le prime luci calde dopo l’alba o le ultime prima del tramonto.
  3. Poi, bisogna curare il set. Il differente spirito di ogni quattro ruote trova la sua massima espressione nell’ambiente per il quale è stata ideata. Per esempio, il paesaggio marino esalterà lo spirito libero della cabriolet e la pista quello grintoso dell’auto da track-day.
  4. Attenzione ad eliminare dalla scena qualsiasi elemento che ne comprometta l’armonia: includere i passanti nell’immagine – per citare uno degli errori più comuni -, ne annienterebbe tutta la poesia!
  5. Anche l’angolatura è in grado di conferire espressività: lo scatto dal basso evidenzierà la possanza della muscle car o del fuoristrada, quello dall’alto la silouette della sportiva. Inoltre, evitare il solito punto di vista (quello ad altezza occhi) o, addirittura, focalizzarsi su qualche dettaglio, renderà l’immagine molto più interessante.

La capacità di coglierne l’anima, comunque, risiede naturalmente in ogni appassionato di auto. Perciò, ciascuno saprà interpretarla a modo proprio, con quel tocco di personalità che rende una foto una vera e propria opera d’arte.


Ddl salvaciclisti.

Multe in arrivo per gli automobilisti che superano i velocipedi a meno di un metro e mezzo di distanza.

Quasi un decesso al giorno ed oltre 16.000 feriti l’anno, tra i ciclisti che calcano le strade italiane. Ed il governo che fa?

Finalmente interviene! Purtroppo, non si parla di piste ciclabili. Ma è al vaglio del Senato un disegno di legge che prevede sanzioni pecuniarie ed amministrative (da 163,00 a 659,00 euro e sospensione della patente da 1 a 6 mesi), per chi, in fase di sorpasso, non mantiene dai velocipedi una distanza di almeno 1,5 m. La conversione in legge (prevista entro l’anno) allineerebbe la normativa italiana a quella degli altri Paesi europei e, soprattutto, salverebbe la vita ad una moltitudine di italiani appassionati di ciclismo.

Un consiglio anche per i ciclisti, però: meglio mantenere bene la destra e, se si è in compagnia, viaggiare in fila indiana. Più il sorpasso risulta difficile, più ci si mette in pericolo!


Cambio gomme. E’ ora?

Dal 15 Aprile, le invernali non sono più obbligatorie. Quando e perché è necessario sostituirle con quelle estive?

 

In quasi tutta Italia (ma attenti alle eccezioni), il 15 Aprile terminerà l’obbligo di circolare con le gomme invernali.

Che fare, dunque?

Anzitutto, evitare le inutili ed interminabili code davanti all’officina del gommista: non c’è fretta! Infatti, la tolleranza è di un mese, per cui, anche se non si provvede immediatamente alla sostituzione, non si rischia di incorrere in alcuna sanzione.

Inoltre, non ci sono leggi che impongano di montare, entro tale data, le gomme estive: l’importante è che quelle invernali abbiano un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione.

Attenzione, però! Trascorso il mese di tolleranza, se si continua a circolare con gomme invernali con codice inferiore a quello indicato sul libretto, si rischia di incorrere in multe salatissime! Si tratta di sanzioni che variano dai 422,00 ai 1682,00 €, oltre a quella aggiuntiva per il ritiro del libretto ed al costo della revisione obbligatoria.

Si potrebbe adottare lo stratagemma di circolare tutto l’anno con gomme invernali con indice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione.

Ma… occhio! Quando le temperature salgono, le prestazioni degli pneumatici invernali scendono e la sicurezza viene meno.


Garage Mon Amour.

Idee e consigli per rinnovare il look del garage

 

 

Se a Singapore si usa posteggiare le fuoriserie in salotto, come fossero parte dell’arredamento, e negli USA si trovano le autorimesse di lusso, come quella del conduttore televisivo Jay Leno, in Italia c’è chi sogna di trasformare il proprio garage in una sorta di sala hobby, nella quale coltivare la passione per i motori.

Quali i consigli per chi desidera farlo?

  1. Anzitutto, spazio alla creatività: in un garage destinato ad ospitare mezzi d’epoca, per esempio, si può ricreare l’atmosfera degli anni ’50, con vecchie insegne e pompe di benzina; oppure si può arredare l’autorimessa con un angolo bar, per ospitare chi condivide, con il proprietario di casa, l’interesse per le due o le quattro ruote.
  2. Direttamente sul vecchio pavimento, si possono posare, ad incastro, delle mattonelle in PVC: resistenti a pressioni e umidità, lucide e, volendo, colorate, risultano pratiche ed esteticamente piacevoli al contempo.
  3. Per rinfrescare le pareti, invece, sono consigliabili le pitture antimuffa: solitamente bianche, si possono anche mescolare con pigmenti disponibili in qualsiasi colorificio.
  4. Per l’illuminazione, poi, meglio le lampadine a led: non temono né vibrazioni né umidità.
  5. Ed ultimi ma non per importanza… gli “strumenti del mestiere”! In un “vero” garage, non possono mancare: una lampada, un set di chiavi inglesi, un compressore, un aspirapolvere, un crick, un set di cacciaviti ed una chiave dinamometrica, da riordinare in armadietti o scaffali… rigorosamente in stile con tutto il resto!

Cellulare al volante.

Entro maggio, sospensione della patente alla prima trasgressione.

 

Alla guida con il cellulare in mano?

Se, fino ad ora, la sospensione della patente era prevista come sanzione accessoria (oltre ad una multa da 160,00 a 646,00 € ed alla decurtazione di cinque punti di patente), solo per coloro che reiteravano la violazione nell’arco di un biennio, prestissimo diverrà legge il disegno che prevede la sospensione da uno a tre mesi già alla prima violazione ed il sequestro del cellulare in caso di incidente.

Si consiglia l’uso di auricolari o Bluetooth!